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    Attività

    Il dono è la più alta sintesi conoscitiva,
    è il simbolo vivo e vivificante.
    Il dono è il culmine del processo affettivo,
    è il motivo maturo.
    Il dono ha, in grado sommo, il potere di guarire,
    perché ordina ogni distonia fisica, psichica e mentale,
    a partire dallo spirito che risveglia e concerta tutte le energie umane.


    PIU’ VITAPROGRAMMAORARI


    Servizio Terapeutico Assistenziale PIU’ VITA, Area “Dono di Gesù″


    Il Servizio Terapeutico Assistenziale PIÙ VITA è destinato a sofferenti che, in qualche misura, vogliano trovare un rimedio per stare meglio. La sofferenza causata da uno stato di salute globale precario reclama un rimedio preventivo; mentre la sofferenza acuta dovuta a una seria infermità richiede una cura efficace, che sarà poi ridimensionata, nel periodo della convalescenza o del reinserimento. A seconda che si tratti l’infermità a livello di prevenzione, di cura o di reinserimento, un unico programma di salute globale viene praticato a regime periodico, residenziale o semiresidenziale. Senza alcuna discriminazione, vengono ammessi, in una struttura adatta, i soggetti che dimostrano di voler risolvere il loro problema usando i mezzi più appropriati, secondo la visione antropologica prescelta.

    PROGRAMMA

    Il programma di salute proposto agli “esercitanti” prevede l’interazione di cinque regolatori di vita.

    La preghiera punto principale, e che, se bene intesa, permea ogni atto vitale perché è espressione del colloquio fedele della creatura col Creatore, qui si sottolinea l’interdipendenza di riposo, lavoro, comunicazione e ubbidienza umile. Per cui essi risultano funzionali al conseguimento dell’unico fine, nella misura della loro “coincidenza”.

    Riposo

    Il riposo non è solo caratteristico delle ore di sonno, di ricreazione, di svago, ma è un modo di porsi che permea il lavoro, la comunicazione, la preghiera, l’umile ubbidienza

    Il riposo, cioè, è capacità di fare in modo disteso e concentrate tutti i punti del programma, incluso il riposo propriamente detto del sonno.

    Lavoro

    Lo stesso vale per il lavoro. Al di là di una meccanica pratica di disimpegno di faccende, mansioni e uffici, esso è volontà gioiosa e creatrice per fare bene l’opera che si ha tra le mani, purché essa sia stata scelta. In tal modo, il lavoro, superato l’affanno di chi, come schiavo, è soggetto a svolgerlo, esalta la libertà del lavorante. Egli, lavorando, è disteso e concentrato in quello che fa. Riposa nel suo lavoro. Prega lavorando. Comunica con gli altri in maniera confacente mentre lavora. Si prende quanto gli serve di tempo per quanto gli è necessario. Senza aver bisogno di un tem­po libero. Tutto il suo tempo e il suo spazio, infatti, sono liberi, come lui.

    Comunicazione

    La comunicazione, in questa ottica, oltre i momenti tecnici di confronto e dialogo personale o di gruppo con i competenti (responsabile, psicologo, medico, sociologo, padre spirituale), è attenzione all’altro, per aiutarlo ad essere aiutato. L’ uso dei mezzi per il conseguimento del fine è quindi affidato alla capacità relazionale, costantemente attiva, anche durante il riposo, per cui tutti sono attenti all’altro esercitante. Egli è amato. Per lui io prego. E vigilo per lui. Il controllo, non meno della fiducia, diventa, in tale prospettiva, comunicazione benefica e costante. Il controllo terrà a bada le energie negative da eliminare o da trasformare. La fiducia darà slancio per moltiplicare le energie positive. Tanta fiducia quanto controllo. E’ questa la formula che sintetizza questo punto che perciò risulta ovviamente interdisciplinare agli altri. Sembra più oltre necessario ribadire lo stesso carattere interfunzionale per il quinto punto programmatico.

    Preghiera

    La preghiera, fenomeno pan-umano, e intesa nell’ UP in senso biblico-cristiano. Essa esprime la fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo dialogicamente. Per cui, vinta la tensione e la distrazione che caratterizzano quanti sono schiavi e dipendenti delle creature, la persona umana esprime la propria dipendenza da Dio in termini di concentrazione e distensione in Lui. Nell’ UP l’esercizio di preghiera comprende:

         – L’ Esame della propria coscienza alla luce della parola di Dio.
         – La meditazione della parola di Dio.
         – La contemplazione delle divine perfezioni.
         – L’ adorazione dei divini misteri, specialmente del Sacramento dell’ Eucaristia.
         – La preghiera vocale come il Rosario Mariano, la recita dei Salmi, degli inni e delle invocazioni prima dei pasti.
         – La preghiera liturgica e la partecipazione attiva al Sacrificio della Messa.
         – La frequentazione dei Sacramenti. A tale proposito si sono impartiti sacramenti del Battesimo, Cresima, Eucaristia, Riconciliazione anche ad adulti convertitisi alla Fede Cattolica.
         – Il canto sacro.
         – L’esercizio della “preghiera col corpo” tipico del modo di pregare che abbina l’invocazione alla respirazione, sia in posizione statica che dinamica.
         – La peregrinazione orante vocale o contemplativa.
         – Il silenzio. Esso, che ha tempi propri nel riposo, nel lavoro, nella comunicazione, nell’ubbidienza umile, e esaltato nella preghiera e dalla preghiera. Perciò e considerato “grande” quel silenzio che, dai punti della meditazione della sera fino all’espletamento della meditazione del giorno seguente, si stende sui cuori come la tenda di Dio.

    Per la conoscenza di tale privilegiato mezzo di salute, l’ UP usa i seguenti strumenti:

         – Biblioteca della preghiera.
         – Direzione spirituale ispirata a S. Ignazio di Loyola, Santa Teresa di Avila e San Giovanni della Croce.
         – Seminari di studio sullo specifico argomento.
         – Tre giorni di approfondimento sulla preghiera, almeno due volte l’anno.
         – Incontri settimanali con la Parola di Dio.
         – La pratica quotidiana dei “Punti per la meditazione”, con le relative istruzioni per ben pregare.

    Umile obbedienza

    L’ ubbidienza umile, richiesta all’esercitante, è in sostanza espressione della libera scelta che egli ha fatto del programma e di quanta esso naturalmente implica. Momento per momento, in maniera distesa e concentrata, lavorando per sapere e volere fare del suo meglio, attento alle indicazioni che, in diverso modo, provengono da ogni parte, fedele nel mantenere il contatto con la Sorgente attraverso la preghiera, l’esercitante sarà in grado di vedere e di agire bene, perché e in posizione di verità, cioè di umiltà, per ubbidire.

    Nel primo decennio di attività, numerose persone provenienti da varie parti d’Italia, e anche dall’estero, si sono attivamente confrontate con questa proposta di salute che s’ispira al Vangelo cosi come lo hanno divulgato i mistici citati. Quelli che praticano tale proposta, sotto la guida della comunità proponente e educante, sono considerati «esercitanti», perché insieme agli «istruttori» (sacerdote, psicologo, educatore psichico, psichiatra, sociologo, medico, animatore) sono attivamente impegnati a fare lo stesso cammino «per ordinare la propria vita». Con la loro diversità, gli esercitanti, uomini e donne, spesso seguiti dai figli, costituiscono una realtà complessa, funzionale al retto svolgimento del programma, che vuole mettere in risalto l’universo del fenomeno tossicodipendenziale.

    Così, mentre le dipendenze tossiche sintomatiche (da fumo, alcool, farmaci, droghe ecc.) portano nella comunità uomini e donne spesso raccolti dalla strada in condizioni disastrose di salute, le dipendenze archetipiche (potere, piacere, avere) e strutturali sospingono verso lo stesso luogo disadattati familiari e sociali, deviati, suicidiolabili, affetti da fanatismo ideologico e/o religiose, troppo spesso ignorati, o addirittura occultati, che si vanno consumando dentro. Queste persone (alcune per qualche ora, altre per qualche anno) sono messe nelle condizioni di confrontarsi con la proposta di salute globale ispirata ai mistici.

    Cinque parametri sono opportunamente coniugati: riposo, lavoro, comunicazione, preghiera, umile obbedienza. Di questi, l’ultimo si riferisce immediatamente al rispetto del programma quotidiano e, contestualmente, a quello delle competenze dei singoli operatori. In concreto, però, l’umile obbedienza di cui si tratta è traduzione di quella necessaria disponibilità ad accogliere il Vangelo. Questo viene annunciato ai poveri, immediatamente sulla pubblica strada, come è accaduto, per esempio, a tre eroinomani ridotti allo stremo che hanno accolto a piazza Navona, in Roma, l’invito a salvarsi da una missionaria della carità, mentre porgeva loro una simbolica candelina accesa; oppure attraverso una serie di colloqui e verifiche dislocati nel tempo. Dal 1983 al presente, alcune centinaia di persone hanno beneficiato del servizio. I risultati, che in gran parte dipendono dallo sviluppo di quella buona volontà iniziale, sono in molti casi sono soddisfacenti, e comunque sempre significativi.

    Per qualificare la volontà di bene dell’esercitante, si integrano il riposo, il lavoro, la comunicazione e, soprattutto, la preghiera, fino a liberare la persona dalla pesantezza dell’abulia. L’affermarsi di una matura motivazione viene a coincidere con l’acquisizione di un soddisfacente stato di salute globale, caratterizzato da distensione-concentrazione e da dominio di sé. Questo stato della volontà motivata è, a sua volta, il risultato del corretto evolversi del processo di simbolizzazione che permette all’esercitante di produrre i suoi simboli, cioè le sue sintesi conoscitive legate al sensibile e all’’immaginario radicati nel corporeo e aperti all’infinito. Attraverso una metafora, san Giovanni della Croce, nel Cantico Spirituale aveva chiamato «volo» questa nuova condizione della volontà, educata a volere il bene e associata al divino volere che a questo la sollecita.

    Non tutti coloro ai quali viene presentata una tale possibilità di ordinare la propria vita beneficiano al massimo del servizio, in tempi relativamente brevi. Tuttavia, anche nel caso più ostile, viene pur sempre gettato un seme, che potrà un giorno germogliare.

    ORARI:

    dal Lunedì al VenerdìSabatoDomenica
     

    Da Lunedi a Venerdi
    6,30 Sveglia
    6,57 – 8,01 Meditazione in Cappella
    8,05 – 8,30 Colazione
    8,30 – 9,00 Pulizia Camere / Personali
    9,00 – 12,45 Lavoro / Studio
      Giovedì 9,15 – 10,15 Yoga
      Giovedì10,30 – 12 Seminario
    12,45 – 13,00 Apparecchio Pranzo
    13,00 – 14,00 Pranzo e sparecchio
    14,00 – 14,30 Passeggiata alla fonte
    14,30 – 15,30 SS Rosario
    15,30 – 15,45 Te
    15,45 – 17,30 Lavoro / Studio
    17,30 – 18,00 Doccia
    18,00 – 18,45 S. Messa Martedì e Venerdì
      Lunedì 15,45 – 19,45 Lavoro
      Mercoledì 17,45 – 19,15 Terapia con l’educatore Psichico
      Giovedì 18,00 – 19,45 Piscina
    18,45 – 20,00 Lavori domestici
      Martedì Lezione di Canto
    20,00 – 21,15 Cena e sparecchio
    21,15 – 21,35 Punti per la meditazione, in Cappella
    22,00 Riposo
     
    Sabato
    6,30 Sveglia
    6,57 – 8,01 Meditazione in Cappella
    8,05 – 8,30 Pulizie personali
    8,30 – 8,45 Colazione
    8,45 – 12,45 Lavori domestici
    13,00 – 14,30 Pranzo e sparecchio
    14,30 – 16,00 Passeggiata alla fonte
    16,00 – 16,30 Musica,Canti
    16,30 – 18,00 Cappella Incontri con la parola di Dio; S. Messa
    18,00 – 19,45 Sciazu
    20,00 – 21,15 Cena e sparecchio
    21,15 – 21,35 Punti per la meditazione, in Cappella
    22,00 Riposo
     
    Domenica
    7,00 Sveglia
    7,27 – 8,31 Meditazione in Cappella
    8,35 – 9,00 Pulizie personali
    9,00 – 9,15 Colazione
    9,15 – 9,45 Avvio cucina
    9,45 – 11,15 Passeggiata nel bosco alla Chiesa della Madonna Fore: canto della Salve Regina
    11,30 – 12,15 S. Messa nella Cappella del Dono di Gesù
    12,15 – 13,00 Preparativi pranzo
    13,00 – 14,30 Pranzo e sparecchio
    14,30 – 15,00 Adorazione
    15,00 – 17,00 Partita di calcio
    17,00 – 19,45 Arte-forum, Cine-forurm
    19,45 – 20,00 Apparecchio
    20,00 – 21,15 Cena e sparecchio
    21,15 – 21,35 Punti per la meditazione, in Cappella
    22,00 Riposo

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